Alcune mattine..
Il tempo che c’è tra me e quello che ne rimane quanto è lontano?… innanzitutto rispetto tutti i casini che mi succedono perchè rispetto chi li provoca, ma sono ovviamente lontano da un tempo senza loro. Forse ho sbagliato lavoro per intenderci!!!
Quello che rimane, ovviamente, non mi riguarda ancora, almeno un poco però mi interesserebbe saperlo, diciamo… non mi solleva d’umore e neanche riesco a guardarmi allo specchio quando mi vado a lavare la faccia la mattina. Sta lì e si chiede quando arriveranno le mattine ben progettate e organizzate, finalmente accarezzate e stimolate, appassionate, ma anche criticate.. invece torno la notte con un più che clericale “speriamo che me la cavo” o uno schiaffo “attenti sul posto” in faccia, tanto per ricordarmi che gli schiaffi mi fanno male la mano e mia e di frustini in pelle nera non ci sono!!.
finisco dicendo… buongiorno Italia, buongiorno Maria,
ma non è certo colpa mia,
buongiorno Dio,
sai che ti odio anch’io!
P.S. ma lasciame campà!
Invece ne sono 5000!..
Oggi invece torna il numero legale di 5000 fotografie fatte a Silvietto..
Zappadu allora è un buon fotografo, invece i p.m. non capiscono niente di fotografia e sanno fare solo i magistrati!!
Fotografie di Zappadu, rettifica..
Cambio l’informazione sulle fotografie di Zappadu l’articolo parla chiaro..
Link articolo, tempo fa si diceva a detta dei difensori di Berlusconi e quelli di Zappadu che le foto fossero 5000 … forse i p.m. hanno pensato di toglierne qualcuna perchè facevano cacare..boh!!
Le mie fotografie per il messagero
Tempo fa ho fatto foto per il Messagero, stano ma vero, non ho le originali, ma ho le scansioni dei quotidiani…
Quella di Bersani riguarda la campagna elettorale politica di Novembre 2008:

Poi altre due sul Lanciano calcio:

24 giugno e fa freddo
Allora, ma avete visto fuori che razza di tempo? sembra autunno? o sbaglio? piove a dirotto e 3 giorni fa ho visto Lanciano per la prima volta allagata..
Però non demordo e tra pochi giorni mi organizzo per tornare sul Monte Amaro

Premio Michetti
Il Premio Nazionale di pittura F.P. Michetti nasce nel 1947 in onore di Francesco Paolo Michetti pittore di Francavilla al Mare.
De Pisis, Tosi, Tommaso Cascella, Guidi, sono stati tra i partecipanti alla prima edizione dedicata al “paesaggio italiano”. Negli anni a seguire, il Premio Michetti è sempre stato attento a coniugare spinte moderniste e linguaggi della tradizione pittorica in equilibrio tra valorizzazione della realtà locale e apertura nazionale e internazionale.
Dal 1947 ad oggi hanno partecipato artisti rappresentativi delle molteplici e complesse correnti del XX secolo: da Prampolini a Reggiani, da Sassu a Cantatore, da Ceroli a Titina Maselli. Nel 1969, aboliti i premi sull’onda delle contestazioni dell’epoca, la rassegna ha visto la partecipazione di Burri, Capogrossi, D’Orazio, Fontana, Turcato, Vedova; degli abruzzesi Spalletti, Summa; dei giovani Kounellis, Mattiacci, Mochetti, Paolini, Prini, Zorio.
Nel 1987 Achille Bonito Oliva apre ai “Nuovi territori dell’arte” europea e americana: Twombly, Cabrera, Moses, Wool e Mario Schifano che si aggiudica il Premio Speciale della Fondazione. Nel 1991 Vittorio Sgarbi cura l’esposizione “Viaggio in Italia” in cui presenta ventitré artisti stranieri tra i quali Bailey, Cuartas, Mitoraj, Randall, Argeles.
L’anno seguente è a cura di Renato Barilli, con il quale tornano al Premio Michetti giovanissimi come Marco Airò, Marco Cingolani, Chiara Dynys, Eva Marisaldi, Alessandro Pessoli, Cuoghi e Corsello.
Nel 1995 viene realizzata una rassegna di scultura con opere di Aligi Sassu, Umberto Mastroianni, Pietro Consagra, Arnaldo Pomodoro, Giuliano Vangi.
Nel 1998 Luciano Caramel cura la retrospettiva dei 50 premi, nel 2000 viene realizzata un’ampia panoramica della pittura europea, per la 51a edizione del Premio a cura di Gianni Romano.
Nel 2001 Angela Vettese cura un’edizione dedicata all’arte delle due sponde dell’Adriatico con artisti italiani e dell’area Balcanica, in particolare dai paesi dell’ex-Iugoslavia. Parallelamente è stata offerta al pubblico una grande mostra di 17 sculture di Mimmo Paladino, ospitata nella parte nuova del Museo Michetti.
La 53a edizione del 2002, viene curata da Carlo Fabrizio Carli, nella prestigiosa sede di Palazzo San Domenico, Museo Michetti, in Francavilla al mare, è dedicata al tema del dialogo artistico italo – argentino.
Un omaggio particolarmente importante viene reso a Mario Ceroli, già vincitore del Premio Michetti nel 68, nel corso della 54a edizione del Premio, nel 2003 a cura di Duccio Trombadori e dedicata al confronto Italia – Giappone.
La 55a edizione, curata da Stefano Zecchi e Anna Imponente nel 2004, intitolata “Mito e realtà, uno sguardo ad oriente” è dedicata al confronto Italia – Cina.
Nel 2005 è nuovamente Luciano Caramel a curare il Premio Michetti, intitolato “In – out, opera e ambiente nella dimensione glocal”, con Domenico Quaranta a curare la sezione dedicata alla Net & Media Art, premio affiancato da un omaggio dedicato a Fabrizio Plessi, Nam June Paik, Alberto Biasi e James Turrel. Sono stati premiati Marc Didou e Walter Valentini.
Nel 2006 la 57a edizione del Premio Michetti, Laboratorio Italia, è stata curata da Philippe Daverio. Vincitori ex aequo di questa edizione: Maya Kokocinski Molero per l’opera “Passi Lontani” e Nicola Samorì per il lavoro “Still”.
Nel 2007 la 58a edizione del PREMIO MICHETTI, “Nuovi realismi, la centralità dei linguaggi tradizionali” è stata curata da Maurizio Sciaccaluga.
Vincitori ex aequo:
Cristiano Tassinari per l’opera “Head” olio su tela cm 220 x 189,5, 2007 Till Freiwald per l’opera “Senza Titolo” acquerello su cartoncino cm 105x 74, 2001
Sono stati conferiti inoltre:
Premio Pastificio Cav. G. Cocco all’opera di Federico Guida “Elena”
Premio della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti acquisito per il Museo d’arte contemporanea e moderna della Fondazione Michetti all’opera di L. Ventrone “Falsi inganni”
Premio della Cantina Zaccagnini per il Museo d’arte Contemporanea e moderna della Fondazione Michetti all’opera di Aron Demetz “Purificazione”
Nato come premio di pittura, oggi il Premio Michetti esplora anche le tecniche artistiche più attuali e diverse: fotografia, video, scultura, installazione.
Grazie al Premio sono state raccolte oltre 160 opere che costituiscono una collezione permanente del Museo d’arte moderna e contemporanea in Palazzo San Domenico, a testimonianza dell’iter percorso dall’istituzione dal 1947 ad oggi.timonianza dell’iter percorso dall’istituzione dal 1947 ad oggi.
Comunicato Stampa premio Michetti 2008
“I LABIRINTI DELLA BELLEZZA”
A cura di Maurizio Calvesi, Anna Imponente e Augusta Monferini
Sabato 26 luglio alle ore 19:00 presso Palazzo San Domenico, Museo Michetti, si inaugura la 59° edizione del Premio Michetti, “I labirinti della bellezza” a cura di Maurizio Calvesi, Anna Imponente e Augusta Monferini.
Sono stati invitati a partecipare quarantacinque artisti, tra i quali noti protagonisti storici della scena nazionale ed internazionale, assieme ad altri di recente generazione, chiamati a confrontarsi su di un tema divenuto di attualità e tornato alla ribalta anche in ambiti letterari, filosofici e scientifici : la ricerca della Bellezza. In uno scenario urbano e paesaggistico contaminato e degradato e dall’accumulo dei rifiuti, in una società satura di informazioni, l’arte riscopre quei valori estetici ed etici, di aspirazione al bello, alla spiritualità, alla sublimazione della materia e al silenzio, termini a lungo rimossi anche dalle pagine della critica. Se i contesti sociopolitici respingono stabilità e certezze, la bellezza non può configurarsi secondo valori prestabiliti : si accede alla ricerca del bello seguendo un percorso labirintico, come navigando su internet.
Sono state individuate cinque sezioni, tra loro comunicanti e a volte scambiabili, che indicano un dialogo e confronto interculturale tra artisti di nazionalità diverse.
Lo spirito geometrico, ovvero l’affermazione di una lucidità matematica e di un estremo rigore formale, è presente nei lavori di scultori storicizzati e internazionalmente affermati come Beverly Pepper, Attilio Pierelli e Carlo Lorenzetti. Le opere di giovani autori quali Chiara Dynys, Giuseppe Perone e dell’iraniana Minou Amirsoleimani compaiono accanto a quelli di Raffaele Iannone, Mariano Rossano e Sandro Sanna.
La forza della classicità quale memoria di una cultura ereditata tipica dell’occidente si può cogliere nelle opere di artisti emblematici quali Luca Patella, del fotografo Paolo Mussat Sartor, di Felice Levini, Giuseppe Salvatori, nelle sculture di Margherita Serra, Lucilla Catania, Paolo Borghi e nei lavori di Lorenzo Bruno, Luca Pace, Claudia Peill.
La tensione verso la spiritualità o la ricerca di un contatto con l’infinito si ritrova in artisti come Radu Dragomirescu, Michele De Luca, e supera i confini di una centralità europea nelle opere di Maria Dompè, Patrizia Guerresi Maimouna, Paolo Hermanin, Oan Kyu, Matteo Fato, Oscar Turco, Ileana Florescu Fianchetti.
La metamorfosi della materia attraverso l’alchimia dell’arte, la capacità di trasformare materiali inusuali e inerti in fantasiose composizioni naturali si evidenzia nei metacrilati all’epoca precoci di Gino Marotta, nei lavori a maglia di Christelle Familiari, nei fili tessuti di Federica Luzzi, nell’utilizzo della polvere di nylon in Carla Mattii e della cenere in Elisabetta Novello. La stessa attitudine emerge nelle opere di Vittorio Corsini, Maurizio Donzelli, Giuliano Orsingher e Paolo Radi.
I Paesaggi dell’anima sono quelli in cui la figura umana o le parole si mimetizzano con l’ambiente, annullando le differenze tra pieno e vuoto e dando luogo ai “Bestiari” aerei di Luigi Mainolfi, alle parole nascoste tra i racemi di Cesare Tacchi, alle fitte trame favolistiche di Isabella Collodi, alle gelide visioni di Paolo Picozza e a quelle mediterranee di Gabriella Capodiferro. Presenti nella medesima sezione le opere di Paolo Delle Monache, Alessandra Giovannoni, Giulia Napoleone.
Nella rassegna viene allestita una esposizione intitolata “Guido Strazza. Segno e Segno” con una selezione di circa venti opere : dalle grafiche già nella esposizione di Aeropittura di Marinetti del 1942 fino alle ultime composizioni liriche che appartengono alla Sua lunga carriera di docente alla Calcografia Nazionale, all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e di Direttore di quella di Roma.
La Fondazione Michetti dedica poi un omaggio al grande scultore di origine abruzzese recentemente scomparso Pietro Cascella, con una serie di lavori sul tema della “Grande madre terra” eseguiti dall’artista tra il 2003 ed oggi, esposti nel 2006 in una piccola galleria di Pietrasanta, ad eccezione della “Grande Madre” in marmo bianco che sarà alla sua prima esposizione in occasione dell’omaggio al Maestro da parte della Fondazione Michetti insieme ai bozzetti che l’artista aveva predisposto per la Chiesa di S. Maria Maggiore in Francavilla al mare – progettata da Ludovico Quaroni nel 1948 e aperta al culto il 5 agosto del 1957.
Si fotografa al premio Michetti..
Si fotografa al premio Michetti, la soddisfazione è tanta perchè di fronte a me ci sono artisti di pittura che fanno delle loro opere dei capolavori…da sempre sono abituato a vedere opere già belle che famose, adesso le vedo e fotografo autorie opere come se fossero “appena nati” ed è una soddisfazione unica.
Mostra fotografica e proiezioni video…
Bello. E’ sicuramente bella l’iniziativa che viene proposta a Ortona, tantissime fotografie e video che danno visibilità, come non ancora è stato fatto, al nuovo paesaggio della costa dei trabocchi dopo lo smantellamento dell’antica ferrovia sangritana.consiglio di andarci!
Personalmente oggi vivo l’evento da spettatore, certo non è questo il mio intento, il centro oli di Ortona e il turismo che da domani o da questa stessa sera, in una normale cena di lavoro di sfegatati e irrecuperabili accumulatori di “soldoni” potrebbe spuntare come una “Montagna” in mezzo al mare. Sono tristissimo, ricordate, fatelo per favore, portate alla mente ri qualche bel posto dove andavate da bambini o con i vostri cari o amici..forse non tu ma non sentirti tirato indietro, ma un tuo amico un giorno, ti potrebbe parlare di una spiaggetta che oggi non c’è più, ormai trasformata in una grande piattaforma per il tursmo speculativo e dannoso del futuro.
La favola che mi hanno insegnato da bambino, quando chiedevo perchè la mia spiaggettina non ci fosse più era: il mare se le mangiata perchè l’inverno è stato piovoso ora ci mettiamo una nuova e più grande spiaggia…
Dopo qualche anno ho ripreso l’argomento e ho spiegato che piove meno del passato e male(effetto serra)i fiumi non trasportano pù sedimenti perchè a bacino cementato e le spiagge arretrano, il molo produce erosione e le spiagge arretrano, l’acqua tuttora fa schifo perchè i depuratori sono insufficenti per il quantitativo da purificare e non tutti sono attivi, i frutti del mare adesso come tutti ben sappiamo scarseggiano(indovinate quale è la risposta! può essere multipla).
P.S. adesso però come direbbe la favola possiamo trovare dei bellissimi pesci tropicali!!!
P.S.2. Ah! mie cari capi: andateci!!
LINK: www.costaetrabocchi.com








